Pubblicato articolo su PLOS ONE sulla stima dell'erosione del suolo e sul calcolo della "soil footprint" nell'area della produzione vitivinicola del Prosecco DOCG

Riceviamo e pubblichiamo

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Pubblicazione dell’articolo scientifico “Estimation of potential soil erosion in the Prosecco DOCG area (NE Italy), toward a soil footprint of bottled sparkling wine production in different land-management scenarios”.

Il giorno 1 maggio 2019 è stato pubblicato su PLOS ONE, una delle più quotate riviste scientifiche internazionali Open Access, lo studio geografico Estimation of potential soil erosion in the Prosecco DOCG area (NE Italy), toward a soil footprint of bottled sparkling wine production in different land-management scenarios.
L’articolo è liberamente e gratuitamente scaricabile al seguente link.

Gli autori hanno optato per la modalità pre-print della rivista PLOSE ONE che, in data 10 gennaio 2019, ha rilasciato una versione non peer-reviewed tramite l’archivio pubblico di Life Science BiorXiv.org. La modalità di produzione scientifica pre-print è una pratica diffusa nella comunità scientifica internazionale che consente di amplificare il processo di revisione, di garantire trasparenza, sottoponendo lo studio ad un virtuoso controllo e a critiche accademiche costruttive da parte di ricercatori esperti del settore e, infine, di garantire la comunicazione tra ricerca scientifica e società civile.

L’articolo pubblicato si inserisce all’interno della ricerca scientifica internazionale circa i processi di erosione del suolo negli agro-ecosistemi a gestione agricola convenzionale, nello specifico alle aree di produzione vitivinicola della regione mediterranea. Come ampiamente documentato nella letteratura scientifica degli ultimi cinquant’anni, l’erosione dei suoli nelle aree a gestione agricola convenzionale è un fenomeno preoccupante e globalmente diffuso (Mongomery, 2007, Verheijen et al., 2009; Beddington et al., 2012; Campbel et al., 2017), soprattutto nella cosiddetta “agricoltura di versante”, ossia in aree agricole collinari ove la topografia ed il regime delle precipitazioni sono importanti fattori che predispongono i processi erosivi. In tali agro-ecosistemi le pratiche di gestione del suolo possono accelerare i tassi di erosione, spingendoli fino ad 1-2 ordini di grandezza superiori a quelli naturali di formazione del suolo (Mongomery, 2007). Tassi elevati di erosione possono compromettere la produttività agricola, comportando una drastica riduzione della sostanza organica (SOC), dei nutrienti, dei microrganismi e della disponibilità idrica (Lollino et al., 2016). Inoltre deprimono drasticamente la qualità e quantità dei servizi ambientali – i cosiddetti “servizi ecosistemici” – che il suolo è in grado di esercitare (Adhikari e Hartemink 2016). Per tali motivi sono state stimate in Europa delle soglie di tolleranza (tolerable soil erosion), con valori limite di tassi di erosione compresi tra 0.3 e 1.4 tonnellate per ettaro all’anno, che equivalgono ai tassi stimati di formazione naturale del suolo (Verheijen et al., 2009).

Tra le differenti colture erbacee ed arboree presenti oggigiorno nell’area mediterranea la viticoltura convenzionale risulta essere l’uso del suolo più suscettibile ad importanti processi erosivi (Cerdan et al., 2010; Lieskovsky e Kenderessy, 2016, Prosdocimi et al., 2016). Tale situazione è legata sia a fattori geografici (geomorfologia, clima) che antropogenici (pratiche agricole e gestione del suolo). Nel mondo della cosiddetta Soil Science si riportano oggi oltre novanta articoli scientifici che studiano, con differenti approcci e metodologie, i tassi di erosione dei suoli all’interno delle aree coltivate a vigneti; tra questi, le aree a produzione vitivinicola studiate in Italia – concentrate principalmente in Piemonte, Toscana e Val d’Aosta – risultano avere i tassi di erosione più elevati, con valori medi intorno alle 40 tonnellate per ettaro all’anno (Comino, 2018).

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Figura 1: Distribuzione dei vigneti nell’area del Prosecco Conegliano-Valdobbiadene DOCG (TV). Pappalardo SE, Gislimberti L, Ferrarese F, De Marchi M, Mozzi P.
PLOS ONE 14(5): e0210922.

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