Cosa sono

Il Master GIScience e Sistemi a Pilotaggio Remoto è un luogo dove corsisti, docenti e soggetti del territorio si incontrano per costruire nuove progettualità per lo sviluppo sostenibile, con lo sguardo agli obiettivi delle Nazioni Unite al 2030 e al contributo della GIScience e delle tecnologie dell’informazione geografica.

PROGETTO FSE Droni in viticoltura e frutticoltura: geoinformazione per agroecosistemi 4.0 in Veneto e Trentino Il Progetto FSE Droni in viticoltura e frutticoltura: geoinformazione per agroecosistemi 4.0 in Veneto e Trentino è coordinato dal prof. Massimo De Marchi del Dipartimento di Ingegneria Civile, Edile e Ambientale in collaborazione con altri tre Dipartimenti dell’Università degli Studi di Padova, due Enti di Ricerca, quattro aziende partner nel settore della GIScience e droni e dieci aziende agricole partner. Il progetto vuole mettere a disposizione delle aziende agricole venete competenze e conoscenze avanzate nell’impiego professionale di Sistemi a Pilotaggio Remoto (SPR), di dati satellitari, di sistemi informativi geografici e degli sviluppi delle tecnologie dell’informazione geografica in agricoltura, in particolare nell’ambito delle colture viticole e frutticole venete. Il progetto, attraverso il confronto e la collaborazione con la realtà trentina, intende aprire e rendere disponibile il notevole potenziale di sviluppo di queste tecnologie per ottimizzare l’impiego di risorse, migliorare la produzione agricola in termini di quantità e qualità, ridurre gli impatti sull’ambiente, offrire opportunità occupazionali a giovani ricercatori che diventano innovatori in azienda e facilitatori di reti di imprese innovative.

PROGETTO FSE DATA. Developing Abandoned Transurban Areas Il Progetto FSE DATA. Developing Abandoned Transurban Areas è coordinato dal prof. Luigi Stendardo del Dipartimento di Ingegneria Civile, Edile e Ambientale in collaborazione con il Dipartimento di Ingegneria Industriale dell’Università degli Studi di Padova, in collaborazione con tredici partner operativi, tre network partner e sei ricercatori che hanno superato la selezione per far parte del progetto FSE e hanno ricevuto un Assegno di ricerca della durata di un anno. Il progetto di ricerca prende in considerazione l’area periurbana occidentale di Padova, lungo la strada di Chiesanuova e intende progettare scenari di trasformazione, attraverso tecnologie e risorse adeguate. Il lavoro fornisce conoscenza opensource, promuove la consapevolezza e la partecipazione democratica dei cittadini e delle comunità, crea opportunità per investitori e parti interessate, fornisce supporto agli amministratori e migliora la governance territoriale.

PROGETTI INNOVATIVI DEGLI STUDENTI Per l’anno 2017/2018 il Master collabora a due Progetti Innovativi degli Studenti approvati e finanziati dall’Università degli Studi di Padova. I progetti prevedono la partecipazione attiva degli studenti di qualsiasi facoltà dell’Università degli Studi di Padova, nonché il coinvolgimento e la diffusione della cittadinanza padovana. Ogni progetto tocca un tema differente ma sono caratterizzati dall’uso dei Geographic Information Systems (GIS) usati per visualizzare, analizzare, archiviare e gestire le informazioni georeferenziate e per sviluppare alcune parti delle ricerche.
I progetti approvati e finanziati dall’Università degli Studi di Padova e a cui il Master partecipa sono:

  • AmazonEYES – sguardi sull’Amazzonia
    Il progetto intende sviluppare un percorso di ricerca e di formazione interdisciplinare rivolto agli studenti mediante il calcolo dell’impronta ecologica della produzione di energie non rinnovabili sugli ecosistemi ad elevata diversità ecologica e culturale, con un focus multiscalare sugli impatti dell’estrazione petrolifera in Amazzonia. Mediante uno studio approfondito si vuole utilizzare l’Amazzonia come caso paradigmatico per sviluppare conoscenze critiche e trasversali sui diversi modelli di sviluppo energetico e sulle ricadute delle politiche ambientali a livello locale e globale: dagli impatti sugli ecosistemi e ai cambiamenti climatici. Questo importante bioma, infatti, ospita numerosi “hostpot” per la conservazione della diversità ecologica e culturale, diffusi nel territorio amazzonico in aree protette, territori indigeni e zone intangibili per popolazioni non contattate. Il progetto, inoltre, approfondirà le diverse problematiche socio-ambientali correlate agli impatti della produzione petrolifera come la deforestazione tropicale, la conservazione della biodiversità, la tutela dei territori delle popolazioni indigene, puntando allo sviluppo di capacità di ricerca e di formazione interdisciplinare e cooperativa.
  • MUES. Mapping Urban Empty Spaces
    L’espansione e la proliferazione di attività e funzioni delle città negli ultimi decenni, non sempre opportunamente pianificate, hanno portato a fenomeni diffusi di abbandono e disuso di edifici ed aree. Il reiterarsi di ciò produce, tra l’altro, il fenomeno del consumo di suolo, per cui anche in assenza di crescita demografica aumentano le superfici urbane occupate da edifici o comunque dal cosiddetto hardscape, ovvero il suolo coperto da pavimentazione. Ciò ha dei costi ambientali spesso elevati, in termini di perdita di suolo agricolo e problemi legati al corretto deflusso delle acque piovane, particolarmente gravi in un contesto globale di aumento degli eventi climatici estremi. Vanno considerati inoltre i riflessi sociali dell’abbandono di spazi urbani, ovvero la mancata fruizione di luoghi che potrebbero ospitare funzioni e servizi utili alla collettività. L’Italia, come riporta il rapporto ISTAT “Forme, livelli e dinamiche dell’urbanizzazione in Italia” del 2017, ha una percentuale di suolo a copertura artificiale superiore alla media europea (7% contro 4,1%), incrementata notevolmente negli ultimi 25 anni. A livello locale, la Legge Regionale Veneta del 2017 sul contenimento del consumo di suoloè uno degli interventi legislativi più recenti e aggiornati. Tra i suoi contenuti più innovativi, l’istituzione di Aree di Urbanizzazione Consolidata dove concentrare gli interventi di nuova edificazione e la possibilità di riuso temporaneo di spazi abbandonati, anche in deroga ai Piani Regolatori vigenti.
    Partendo da questo stato di fatto e dalle indicazioni operative citate, il progetto si propone di costruire una base di dati strutturata, relativa al territorio comunale di Padova, delle aree pubbliche e dei grandi complessi edilizi non utilizzati o usati al di sotto delle loro funzioni, elaborata attraverso i Sistemi Informativi Geografici (GIS) e disponibile online per la consultazione. Padova è infatti un campione ben rappresentativo dei fenomeni descritti, per la presenza di estese zone industriali, di alcuni complessi pubblici in dismissione e di diverse aree periferiche residuali. Il senso di questa operazione è duplice: da un lato si vuole mettere a disposizione di chiunque sia interessato un archivio rigoroso di informazioni e analisi utili alla comprensione del fenomeno e a eventuali ipotesi di intervento; dall’altro si intende aumentare la sensibilità delle attuali generazioni di studenti, e quindi di futuri operatori delle diverse discipline, rispetto all’argomento e alle sue implicazioni.

PRODOTTI TIPICI E IDROCARBURI L’Italia è il paese con più prodotti alimentari tipici al mondo. Pensate sono quasi 300 i prodotti con Denominazione di Origine Protetta (DOP) e Indicazione Geografica Protetta (IGP), allo stesso tempo p uno dei principali produttori di idrocarburi in Europa. Cosa ne pensano i consumatori sulla compatibilità tra attività industriali ed estrattive produzione di cibo di qualità?

ARCHIVIO PROGETTI All’interno di questa pagina sono raccolti tutti i progetti conclusi a cui il Master ha collaborato e partecipato. Tra questi ricordiamo i Progetti Innovativi degli Studenti 2016/2017.

INFORMAZIONI All’interno di ogni progetto è possibile leggere il programma completo, gli obiettivi generali, i link social e i riferimenti per avere ulteriori informazioni o iscriversi ai workshop.