Cibo e petrolio

Prodotti tipici e idrocarburi

Link al QUESTIONARIO

 

L’Italia è il paese con più prodotti alimentari tipici al mondo: sono oltre 800 i prodotti con Denominazione di Origine Protetta (DOP) e Indicazione Geografica Protetta (IGP)!
Tu quali conosci?

Se pensiamo a queste eccellenze alimentari ci rendiamo conto che oltre a sostenere l’economia con molti miliardi di fatturato ogni anno, ed essere prodotti sicuri e di qualità, proprio per i numerosi controlli, questi prodotti hanno reso famosi certi luoghi d’Italia, hanno garantito un’identità.

Provate ora a pensare chi mai conoscerebbe Bronte senza il pistacchio, Colonnata senza il lardo o la Val di Non senza le mele (Premio marketing per l’università, SIMktg, 2015).

Se molti conoscono l’importanza dei prodotti alimentari nel paese, pochi sanno che l’Italia è uno dei maggiori produttori di idrocarburi in Europa.
Come influisce questo sull’opinione delle persone e sulla sicurezza alimentare?

La ricerca della mia tesi di laurea magistrale mira a individuare le zone in cui vi sono prodotti tipici DOP e IGP, legati all’esperienza locale e alla ricchezza non trasferibile insita in un territorio.

Attraverso l’indagine, a cui ti chiedo di partecipare, vorrei capire come le attività produttive ed estrattive siano percepite in termini di impatti sulla sicurezza e la qualità dei prodotti DOP e IGP.

Vorrei che molte persone possano esprimere la propria opinione in merito e desidero raggiungere in maniera omogenea territori diversi.
Se conosci altri che potrebbero essere interessati ad esprimere la loro opinione non esitare a renderli partecipi.

La compilazione è anonima e necessita di solo 5 minuti, per cui non rimandare!
Fin da subito ringrazio tutti per la disponibilità
Mattia Trivellato, Università di Padova

 

 

Perché questa ricerca sui prodotti alimentari e gli impatti degli idrocarburi in Italia ?

Anche se molti pensano che le riserve di combustibili fossili siano in esaurimento, se venissero utilizzate tutte quelle documentate si avrebbe una produzione di 11.000 Gt di anidride carbonica circa 10 volte la capacità di assorbimento dell’atmosfera (Jakob, Hilaire, 2015).

L’obiettivo delle nazioni del mondo riunite nella COP21 di Parigi sul cambiamento climatico (novembre 2015) è che la temperatura media del nostro pianeta non aumenti di 2°C rispetto all’epoca pre-industriale. Le emissioni di anidride carbonica cumulative dovrebbero rimanere tra le 870 e le 1.240 Gt.

L’attuazione delle politiche climatiche efficaci richiede che circa l’80% delle riserve di carbone, il 50% di quelle di gas ed il 30% delle riserve di petrolio, rimangano inutilizzate (McGlade, Ekins, 2015).

Buona parte dei combustibili dovranno rimanere dove sono; dobbiamo decidere in quali luoghi i della terra si possano lasciare le fonti fossili nel sottosuolo per non compromettere irreparabilmente gli equilibri ecologici.

All’Università di Padova facciamo ricerca su “Yasunizzare la terra” ovvero su come progettare la transizione verso società decarbonizzate. Il gruppo di ricerca si occupa da anni di attività estrattive e diversità ecologica e culturale in Amazzonia occidentale, ma anche in Italia, luoghi tanto lontani che condividono grandi valori in termini di biodiversità e diversità culturale.

In questo contesto l’indagine vuole esplorare come le estrazione di gas e petrolio influenzino l’opinione pubblica sulla percezione della qualità e sicurezza delle produzioni agricole DOP e IGP.