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Unburnable carbon e petrolio "non estraibile" in Amazzonia: il nuovo articolo scientifico pubblicato su Applied Geography

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Oil production, biodiversity conservation and indigenous territories: Towards geographical criteria for unburnable carbon areas in the Amazon rainforest
Codato, D., Salvatore, P., Diantini, A., Ferrarese, F., Gianoli, F., & Marchi, M. De. (2019)
Applied Geography, 102 (December 2018), 28–38
https://doi.org/10.1016/j.apgeog.2018.12.001

Da alcuni anni il dibattito scientifico internazionale sui cambiamenti climatici e sui combustibili fossili sta confermando sempre più la necessità di “invertire la rotta” e di attuare politiche di transizione e di alternativa alle risorse energetiche non rinnovabili. In uno tra i primi studi pubblicati su Nature viene stimato che l’attuazione di politiche climatiche per contenere l’effetto serra sotto i 2°C entro il 2050 richiederebbe che circa l’80% delle riserve di carbone, il 50% di quelle di gas ed il 30% delle riserve di petrolio rimangano inutilizzate, stoccate nel sottosuolo. Nonostante le scienze “dure” del cambiamento climatico siano giunte ad una quantificazione del carbonio non utilizzabile (unburnable carbon), la ricerca scientifica non ha ancora definito i criteri per la scelta delle riserve di idrocarburi da non utilizzare né identificato aree di potenziale attuazione di politiche ambientali.

I principali highlights dello studio sono:

  • le concessioni per la produzione di energia fossile (petrolio e gas) coprono il 10,5% dell’Amazzonia, (620.679 km2), ossia un’area grande il doppio della Gran Bretagna;
  • nell’intera Amazzonia sono stati calcolati: un totale di 5.065 pozzi per l’estrazione di petrolio e gas, 461.786 km lineari di prospezione sismica 2D e 3D;
  • il 67% del territorio amazzonico dell’Ecuador, il 35% dei territori amazzonici di Bolivia e Colombia sono coperti da concessioni di petrolio e gas;
  • in Perù circa il 24% dei territori indigeni ricade in concessioni di petrolio e gas;
  • tali interazioni spaziali fanno emergere la necessità di sviluppare analisi geografiche multi-criteriali per identificare aree dove lasciare gli idrocarburi nel sottosuolo.

L’articolo è scaricabile gratuitamente fino al 5 febbraio 2019 al link: https://authors.elsevier.com/a/1YEyrWf-B4Grb
Le versioni in inglese e in spagnolo saranno disponibili sul sito www.geoyasuni.org 

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UNBURNABLE CARBON. Perché come e dove lasciare i combustibili fossili nel sottosuolo

Il Master in GIScience e sistemi a pilotaggio remoto ha il piacere di invitarvi martedi 22 gennaio dalle 14 alle 18 c/o l’Aula Ederle, Palazzo Bo (via 8 Febbraio n. 2, Padova) al seminario internazionale gratuito dal titolo Unburnable Carbon. Perchè, come e dove lasciare i combustibili fossili nel sottosuolo. Il tema trattato è ancora poco dibattuto in Italia, ma di fondamentale importanza nella lotta contro il cambiamento climatico e va ad approfondire il concetto di Unburnable carbon – leaving fossil fuel underground. 

Il cambiamento climatico rappresenta la più grande sfida per le generazioni attuali e future nell’ambito della sostenibilità, come ribadito nell’Agenda per lo Sviluppo Sostenibile al 2030.

McGlade e Ekins (2015), in un articolo su Nature nel 2015, stimano che, per limitare l’aumento di temperatura ai 2° C, oltre l’80% del carbone, il 50% del gas e il 30% delle riserve di petrolio dovrebbero rimanere stoccati nel sottosuolo; evidenziano inoltre come l’utilizzo di tutte le riserve di idrocarburi disponili produrrebbe emissioni pari a 11.000 Gt, ben al di sopra del range di 870-1.240 Gt stimato per il periodo 2011-2050.

È necessario, quindi, affrontare la transizione dalle fonti energetiche fossili, costruendo politiche e azioni mirate a lasciare una parte dei combustibili nel sottosuolo, concetto che in letteratura viene espresso con il termine unburnable carbon.

Globalmente è stato realizzato un solo esperimento politico, tra il 2007 e il 2013, nel Parco Nazionale Yasuní (Ecuador), per lasciare gli idrocarburi nel sottosuolo, con la contemporanea creazione di un fondo di compensazione internazionale. Anche se l’iniziativa, denominata Yasuní-ITT, è stata poi abbandonata, l’idea è tuttora oggetto di riflessione da parte dalla comunità scientifica e della società civile che hanno creato il neologismo Yasunisación.

L’evento è organizzato dal Centro Levi Cases, che promuove ricerca e divulgazione sull’economia e tecnica dell’energia, in collaborazione con il Master in GIScience e Sistemi a Pilotaggio Remoto e e al gruppo di ricerca “Territori delle diversità ecologiche e culturali” del Dipartimento di Ingegneria Civile Edile e Ambientale, Università degli Studi di Padova.

L’evento si terrà in lingua italiana e inglese. Per maggiori informazioni e registrazioni si prega di accedere a questo link

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Aperta la Call for Papers al FOSS4G-IT 2019

È aperta la call for papers al FOSS4G-IT 2019 che si terrà a Padova dal 20 al 22 febbraio 2019.

Il FOSS4G-IT è organizzato dal Master di Secondo livello in GIScience e Sistemi a Pilotaggio Remoto per la gestione integrata del territorio e delle risorse naturali dell’Università di Padova in collaborazione con Associazione Italiana per l’Informazione Geografica Libera (GFOSS.it) e da Wikimedia Italia e la comunità ArcheoFOSS.

La scadenza per proporre il vostro abstract è il 30 novembre 2018 13 dicembre 2018.

Sono richiesti contributi (orali e poster) su esperienze sia di utilizzo di dati e/o software geografico liberi sia di sviluppo software nei diversi ambiti applicativi tra cui:

  • produzione, gestione e analisi di dati territoriali;
  • modellazione spazio-temporale ed analisi di fenomeni naturali e/o antropici;
  • pianificazione, gestione e monitoraggio del territorio con le sue infrastrutture;
  • contributo dei cittadini “sensori” alla neo-geografia partecipativa e della formazione.

Istruzioni per l’invio del proprio abstract:

  1. il testo è limitato a 3.000 caratteri;
  2. indicare in quale sessione si propone presentare il proprio lavoro;
  3. indicare la tipologia di presentazione (orale/poster).

La call for papers viene effettuata tramite il portale EasyChair. Le sessioni verranno attivate solo con un numero sufficiente di presentazioni.

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Inaugurazione IV Edizione Master GIScience e SPR

Giovedì 8 novembre alle ore 17 presso il Palazzetto di Costruzioni Marittime in via Ognissanti 39 si terrà il seminario pubblico di avvio del Master in GIScience e Sistemi a Pilotaggio Remoto che giunge alla quarta edizione.

Il seminario si articolerà in quattro momenti:

  1. saluti da parte dei Direttori dei Dipartimenti;
  2. un benvenuto da parte dei membri del Comitato ordinatore;
  3. alcune relazioni presentate dai masterizzati del secondo anno;
  4. il lancio dell’iniziativa GeoNovember;
  5. il buffet finale.

Si allega programma del seminario.
E’ gradita la registrazione inviando una mail a mastergiscience@dicea.unipd.it

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