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Spedizione Os-Tienshanica 2019

La WBA World Biodiversity Association, in collaborazione con l’Associazione Geograficamente e il Master GIScience e SaPR dell’Università degli Studi di Padova, organizza la spedizione Os-Tienshanica 2019 per scoprire le magnifiche montagne del Tien Shan ( 天山, Tiānshān, T’ien Shan) in Kyrgyzstan.

La spedizione si terrà dal 20 al 30 aprile e comprenderà anche un field workshop  sulle tracce degli esploratori del passato! Quest’anno ricorrono infatti i 150 anni dalla spedizione del Barone Osten-Sacken geografo, naturalista ed esploratore, che compì una storica impresa attraversando i monti del Tien Shan – le Montagne Celesti – in quello che oggi è noto come Kirghizistan, descrivendo i paesaggi al tempo ignoti, raccogliendo campioni e facendo misurazioni per raccontare un mondo lontano e misterioso.

La spedizione OS-Tienshanica si ripropone di percorrere alcune importanti tappe di quella epica esplorazione, per rimisurare, documentare e raccontare con nuove prospettive il celeste Tien Shan.

Per maggiori informazioni e costi visita il seguente link.

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Aperte le iscrizioni al FOSS4G-IT

Sono aperte le iscrizioni al FOSS4G-IT 2019 che si terrà dal 20 al 24 febbraio 2019 presso l’Università degli Studi di Padova.

Il FOSS4G-IT sarà preceduto da una giornata dedicata a workshop di introduzione pratica ai sistemi GFOSS e FLOSS, anche per i beni culturali, mentre per la durata dell’evento ci sarà spazio per il Community Sprint di progetti liberi per attività di sviluppo software, traduzione di documentazione, marketing…
Infine la comunità italiana di OpenStreetMap, rappresentata da Wikimedia Italia, promuoverà una giornata di mapping party e divulgazione sui tempi della libera conoscenza aperta a tutti.

Il termine ultimo per le iscrizioni ai workshop, al convegno e alla cena sociale è mercoledì 13 febbraio 2019. Sarà ancora possibile iscriversi al convegno on site il 21 e 22 febbraio direttamente al desk presso l’Orto Botanico. Non verranno tuttavia garantiti tutti i benefici offerti a chi si iscrive online. Si raccomanda inoltre di procedere con l’iscrizione online anche a coloro che presenteranno contributi orali o poster.

Scarica qui la locandina dell’evento!

Registrazione

A questo link è possibile effettuare la registrazione alle giornate del FOSS4G-IT 2019. Si ricorda che la partecipazione al convegno è gratuita ma è obbligatoria la registrazione. Nella pagina di registrazione potrete trovare le informazioni per l’iscrizione a:

  • ai workshop (richiesto un contributo di 10€),
  • partecipazione alle giornate di conferenza del 21 e del 22 febbraio (partecipazione gratuita),
  • partecipazione alle giornate di QGIS del 23 e 24 febbraio (partecipazione gratuita),
  • partecipazione alla cena sociale del 21 febbraio (contributo indicativo di 30 €).

È possibile inoltre richiedere l’attestato di partecipazione al FOSS4G-IT.

Durante la fase di registrazione è possibile inoltre effettuare una donazione per supportare l’organizzazione; il vostro nome verrà inserito nella sezione supporter.
In fondo all’articolo potrete trovare ulteriori informazioni su come sponsorizzare l’evento.

Si ricorda che per gli studenti dell’Università di Padova e i soci delle Associazioni GFOSS.it e Wikimedia Italia la registrazione è gratuita; si prega quindi di registrarsi solo in caso di reale interesse e partecipazione.

Per maggiori informazioni è possibile scrivere a a foss4git2019@dicea.unipd.it

 

Programma

A questo link è possibile consultare il programma del FOSS4G-IT. Il programma potrà subire alcune variazioni.
20 febbraio | workshop – il programma completo dei workshop è disponibile a questo link
21 febbraio | conferenza e cena sociale
22 febbraio | conferenza
23 febbraio | giornata OSM e QGIS HackFest
24 febbraio | QGIS HackFest

Il FOSS4G-IT 2019 è organizzato congiuntamente dal Master in GIScience e Sistemi a Pilotaggio Remoto dell’Università degli Studi di Padova, dall’Associazione Italiana per l’Informazione Geografica Libera (GFOSS.it), da Wikimedia Italia, dalla comunità ArcheoFOSS e da quella di QGIS.

 

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UnburnableCarbon_AppliedGeography

Unburnable carbon e petrolio "non estraibile" in Amazzonia: il nuovo articolo scientifico pubblicato su Applied Geography

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Oil production, biodiversity conservation and indigenous territories: Towards geographical criteria for unburnable carbon areas in the Amazon rainforest
Codato, D., Salvatore, P., Diantini, A., Ferrarese, F., Gianoli, F., & Marchi, M. De. (2019)
Applied Geography, 102 (December 2018), 28–38
https://doi.org/10.1016/j.apgeog.2018.12.001

Da alcuni anni il dibattito scientifico internazionale sui cambiamenti climatici e sui combustibili fossili sta confermando sempre più la necessità di “invertire la rotta” e di attuare politiche di transizione e di alternativa alle risorse energetiche non rinnovabili. In uno tra i primi studi pubblicati su Nature viene stimato che l’attuazione di politiche climatiche per contenere l’effetto serra sotto i 2°C entro il 2050 richiederebbe che circa l’80% delle riserve di carbone, il 50% di quelle di gas ed il 30% delle riserve di petrolio rimangano inutilizzate, stoccate nel sottosuolo. Nonostante le scienze “dure” del cambiamento climatico siano giunte ad una quantificazione del carbonio non utilizzabile (unburnable carbon), la ricerca scientifica non ha ancora definito i criteri per la scelta delle riserve di idrocarburi da non utilizzare né identificato aree di potenziale attuazione di politiche ambientali.

I principali highlights dello studio sono:

  • le concessioni per la produzione di energia fossile (petrolio e gas) coprono il 10,5% dell’Amazzonia, (620.679 km2), ossia un’area grande il doppio della Gran Bretagna;
  • nell’intera Amazzonia sono stati calcolati: un totale di 5.065 pozzi per l’estrazione di petrolio e gas, 461.786 km lineari di prospezione sismica 2D e 3D;
  • il 67% del territorio amazzonico dell’Ecuador, il 35% dei territori amazzonici di Bolivia e Colombia sono coperti da concessioni di petrolio e gas;
  • in Perù circa il 24% dei territori indigeni ricade in concessioni di petrolio e gas;
  • tali interazioni spaziali fanno emergere la necessità di sviluppare analisi geografiche multi-criteriali per identificare aree dove lasciare gli idrocarburi nel sottosuolo.

L’articolo è scaricabile gratuitamente fino al 5 febbraio 2019 al link: https://authors.elsevier.com/a/1YEyrWf-B4Grb
Le versioni in inglese e in spagnolo saranno disponibili sul sito www.geoyasuni.org 

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UNBURNABLE CARBON. Perché come e dove lasciare i combustibili fossili nel sottosuolo

Il Master in GIScience e sistemi a pilotaggio remoto ha il piacere di invitarvi martedi 22 gennaio dalle 14 alle 18 c/o l’Aula Ederle, Palazzo Bo (via 8 Febbraio n. 2, Padova) al seminario internazionale gratuito dal titolo Unburnable Carbon. Perchè, come e dove lasciare i combustibili fossili nel sottosuolo. Il tema trattato è ancora poco dibattuto in Italia, ma di fondamentale importanza nella lotta contro il cambiamento climatico e va ad approfondire il concetto di Unburnable carbon – leaving fossil fuel underground. 

Il cambiamento climatico rappresenta la più grande sfida per le generazioni attuali e future nell’ambito della sostenibilità, come ribadito nell’Agenda per lo Sviluppo Sostenibile al 2030.

McGlade e Ekins (2015), in un articolo su Nature nel 2015, stimano che, per limitare l’aumento di temperatura ai 2° C, oltre l’80% del carbone, il 50% del gas e il 30% delle riserve di petrolio dovrebbero rimanere stoccati nel sottosuolo; evidenziano inoltre come l’utilizzo di tutte le riserve di idrocarburi disponili produrrebbe emissioni pari a 11.000 Gt, ben al di sopra del range di 870-1.240 Gt stimato per il periodo 2011-2050.

È necessario, quindi, affrontare la transizione dalle fonti energetiche fossili, costruendo politiche e azioni mirate a lasciare una parte dei combustibili nel sottosuolo, concetto che in letteratura viene espresso con il termine unburnable carbon.

Globalmente è stato realizzato un solo esperimento politico, tra il 2007 e il 2013, nel Parco Nazionale Yasuní (Ecuador), per lasciare gli idrocarburi nel sottosuolo, con la contemporanea creazione di un fondo di compensazione internazionale. Anche se l’iniziativa, denominata Yasuní-ITT, è stata poi abbandonata, l’idea è tuttora oggetto di riflessione da parte dalla comunità scientifica e della società civile che hanno creato il neologismo Yasunisación.

L’evento è organizzato dal Centro Levi Cases, che promuove ricerca e divulgazione sull’economia e tecnica dell’energia, in collaborazione con il Master in GIScience e Sistemi a Pilotaggio Remoto e e al gruppo di ricerca “Territori delle diversità ecologiche e culturali” del Dipartimento di Ingegneria Civile Edile e Ambientale, Università degli Studi di Padova.

L’evento si terrà in lingua italiana e inglese. Per maggiori informazioni e registrazioni si prega di accedere a questo link

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